Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio (foto La Voce Vercellese)
CRONACA | Il presidente della Regione Piemonte si schiera al fianco del gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi
TORINO – Non si placano il dibattito e le polemiche attorno alla condanna di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori dopo averli inseguiti all’esterno della propria attività.
Dopo l’intervento di Matteo Salvini, che aveva chiesto la concessione immediata della grazia, anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio si è schierato a favore del gioielliere.
Cirio ha presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno a sostegno del riconoscimento della grazia per Roggero, manifestando la vicinanza delle istituzioni piemontesi all’uomo e alla sua famiglia.
«Mario Roggero è un cittadino piemontese e il Piemonte non lo lascia solo», ha dichiarato il presidente della Regione, sottolineando la disponibilità a sostenere la famiglia qualora decidesse di avviare il percorso per chiedere il provvedimento.
Cirio ha precisato di non voler entrare nel merito giuridico della sentenza, ribadendo il proprio rispetto per il lavoro della magistratura e per il suo compito di applicare le leggi.
Secondo il governatore, tuttavia, il ricorso all’istituto della grazia rappresenterebbe una soluzione in grado di tenere insieme il rispetto della legge e la comprensione delle circostanze personali ed emotive nelle quali Roggero avrebbe agito.
«La grazia è sancita dalla Costituzione e rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la comprensione umana delle istituzioni», ha affermato Cirio. Si tratterebbe, ha aggiunto, di «un atto di perdono istituzionale» concesso dal presidente della Repubblica nei confronti di chi, pur avendo sbagliato, avrebbe agito in una condizione di grave turbamento emotivo e con l’intenzione di difendere la propria famiglia.
Una posizione destinata ad alimentare ulteriormente il confronto politico e pubblico su un caso che continua a dividere l’opinione pubblica.

