Mariella Moccia (foto La Voce Vercellese)
POLITICA – L’intervento della segretaria provinciale del PD
VERCELLI – Un attacco durissimo alla gestione dell’Asl di Vercelli e un’espressione di solidarietà nei confronti di medici, infermieri e professionisti sanitari che continuano a lavorare in una situazione definita sempre più complessa.
A intervenire è Mariella Moccia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Vercelli e Valsesia, dopo un articolo pubblicato da Lo Spiffero sulla situazione interna all’Azienda sanitaria locale.
La presa di posizione riporta al centro del dibattito politico il tema dell’uscita di numerosi professionisti e delle conseguenze che la perdita di competenze potrebbe produrre sull’organizzazione dei reparti e sui servizi garantiti ai cittadini. Una questione che interessa direttamente la sanità vercellese e sulla quale il Pd provinciale sollecita trasparenza e un cambio di passo.
LA RIFLESSIONE DI MARIELLA MOCCIA
Questo il testo integrale della riflessione di Mariella Moccia:
«CRONACA DI UNA AZIENDA IN FUGA DA SE STESSA
C’era una volta l’ASL di Vercelli, un luogo dove la priorità era curare i cittadini e valorizzare chi, ogni giorno, indossa un camice per garantire il diritto alla salute. Oggi, quel luogo rischia di trasformarsi in un set cinematografico a metà tra una spy-story e una riunione di partito, dove l’unica vera eccellenza sembra essere diventata la fuga del personale.
Negli ultimi tempi assistiamo a un vero e proprio esodo. Medici, infermieri e professionisti sanitari si dimettono a ritmi preoccupanti. Non se ne vanno per mancanza di passione, ma per legittima difesa. Quando il clima lavorativo viene sistematicamente avvelenato da incompressioni, pressioni di ogni genere e da una gestione che pare confondere il merito con l’obbedienza, la lettera di dimissioni diventa l’unico presidio sanitario rimasto per tutelare la propria salute mentale.
La direzione dell’ASL appare esageratamente politicizzata (che la politica sia nelle Asl è fuori dubbio ma sul territorio spicca la sua eccessiva ingerenza), impegnata in una strategia gestionale quantomeno singolare. In pratica, invece di fare squadra, sembra applicare il vecchio (ma sempre di moda) divide et impera, mettendo i dipendenti gli uni contro gli altri. Le esigenze legittime di chi lavora in corsia, sul territorio, passano in secondo piano rispetto a dinamiche più simili alle dinamiche di corridoio, dove talvolta si premiano “amicizie” particolari, spesso a discapito delle performance dell’azienda stessa. Se non sei allineato, se non frequenti i salotti giusti o, peggio ancora, se osi fare attività politica e sindacale al di fuori del coro della maggioranza, scatta il provvedimento.
Il risultato di questa gestione miope è sotto gli occhi di tutti: un’azienda sanitaria locale che si sta svuotando di competenze, un personale residuo stremato e un servizio ai cittadini che rischia il collasso.
La segreteria provinciale esprime la massima solidarietà a tutti i lavoratori dell’ASL VC che resistono in trincea, con turni massacranti e una situazione complessa, e a quelli che, stremati, hanno dovuto scegliere altre strade. Continueremo a denunciare con fermezza ogni abuso, ogni favoritismo e ogni tentativo di intimidazione. La sanità pubblica vercellese è un bene della comunità, non il giardino di casa di qualche esponente politico. È tempo di restituire dignità al lavoro, trasparenza ai criteri di valutazione e, soprattutto, serenità a chi dedica la vita alla cura e alla nostra salute».
Accuse politiche pesanti, che chiamano direttamente in causa l’organizzazione e il clima interno all’Azienda sanitaria. Resta ora da conoscere l’eventuale replica della direzione dell’Asl Vercelli alle contestazioni avanzate dalla segreteria provinciale del Partito Democratico.
A.B.

