Daniele Bonera e Comi (foto Roncarolo - La Voce Vercellese)
CALCIO – Il tecnico della Pro Vercelli in conferenza stampa
VERCELLI – Dopo il primo successo stagionale conquistato contro la Folgore Caratese, la Pro Vercelli si prepara ad affrontare il Treviso. Daniele Bonera ha presentato la partita in programma oggi, domenica 13 settembre, alle 15, allo stadio Omobono Tenni.
LA VITTORIA CONTRO LA FOLGORE CARATESE
«Abbiamo lavorato meglio perché comunque lo stimolo della vittoria deve essere sempre costruttivo. Credo che la squadra abbia fatto una buona gara, come ho detto a fine partita, e anche rivedendola. L’abbiamo gestita bene e male: nel secondo tempo sicuramente abbiamo fatto degli errori che potevamo pagare cari. Quindi, da quel punto di vista, abbiamo lavorato anche su dei dettagli, facendo un po’ di analisi video, che sono sempre importanti, perché credo che rivedersi renda più evidenti quelle che possono essere state le imperfezioni fatte».
IL TREVISO
«È una squadra che l’anno scorso ha vinto il campionato, una squadra strutturata. Anche a livello societario hanno lavorato bene e hanno fatto tantissimi acquisti. Ha un’identità ben definita. Penso che sia una squadra alla quale dovremo stare attenti».
«È una squadra che ha un sistema di gioco collaudato. L’allenatore, come ho detto, è preparato, quindi sarà una partita dura».
L’AMBIENTE
«Ovviamente abbiamo lavorato dal punto di vista tattico, ma anche dal punto di vista ambientale. Qualche ragazzo dei miei non ha ben idea di cosa voglia dire giocare a Treviso. Io ci ho giocato quando erano in Serie A, quindi so che è un ambiente caldo».
IL RIENTRO DI MORETTI
«Moretti ritorna dalla squalifica. Tutto bene, ha lavorato bene. È un po’ indietro di condizione, perché un conto è allenarsi e un conto è fare le partite e le amichevoli, che purtroppo non è riuscito a fare quest’estate. Da questo punto di vista stiamo cercando di rimetterlo in condizione. Ma abbiamo tre partite in otto giorni, quindi non è semplice».
LE CONDIZIONI DI CIAMMAGLICHELLA
«Ha purtroppo un problema da rivalutare tra una settimana con un’indagine medica. Non ho altre informazioni al riguardo. La prossima settimana avrà un altro controllo per capire l’entità, però sicuramente non ci sarà nelle prossime partite».
VAN KOEVERDEN E IL GRUPPO
«Io sono soddisfatto di tutti i giocatori. Quando esprimo quelli che sono i miei pareri, sia all’esterno sia all’interno, o quelle che sono le mie considerazioni con il direttore, il presidente e il responsabile dell’area tecnica, credo di essere sempre molto realistico e obiettivo nel giudizio del singolo giocatore».
«Poi faccio un’analisi generale, perché il calcio è uno sport di squadra. Se dobbiamo entrare sul singolo, penso che Van Koeverden abbia fatto una buona gara, come l’hanno fatta tanti altri. Torno a quello che cerco di spiegare spesso: le tempistiche a volte non coincidono con quelle che sono le necessità del campo. Bisognerebbe vincere, giocare bene e fare crescere i giovani. A volte riusciamo in qualcosa, a volte riusciamo in tutto. Questo percorso lo faccio volentieri insieme ai ragazzi, che sono eccezionali e hanno una disponibilità veramente tremenda».
L’IPOTESI DEGLI SVINCOLATI
«Ho chiesto espressamente di non parlare di queste ipotesi, perché questa settimana abbiamo tre partite in otto giorni. Dovessimo pensare a uno svincolato oggi, avrebbe comunque bisogno di tempo e non è qualcosa che, a oggi, in maniera molto realistica, mi sento di prendere in considerazione».
Il tecnico aveva già affrontato il tema dopo la chiusura delle trattative, spiegando che si sarebbe aspettato qualche ulteriore arrivo.
«Vedremo la classifica a gennaio, poi valuteremo le possibilità. Magari a gennaio sarò qua a commentare tutt’altro. Sono una persona realistica alla quale però piace sognare, perché credo che l’ambizione sia un po’ il motore della vita: cercare di fare con quello che si ha, ottimizzare quello che si ha e fare crescere questi ragazzi, che è la cosa più importante».
«Mi stanno dando tutto e qualcuno anche più. Li ringrazio quotidianamente per quello che stanno facendo. Tra me e loro c’è un rapporto veramente schietto e molto diretto. Credo di avere creato un ambiente positivo e continuiamo su questa strada».
IL RICORDO DI VITTORIO MERO
«Mi porta indietro nel tempo. Ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscere una persona speciale. Sono davvero emozionato, perché con Vittorio ho trascorso un anno a Brescia e qualche sera prima ero andato a cena a casa sua. Suo figlio era praticamente nella culla, piccolissimo».
«È un viaggio nel passato che ricordo sempre con piacere e con grande emozione. È stata una perdita che ha sconvolto tutto l’ambiente, ovviamente in primo luogo la sua famiglia, che saluto sempre con grande affetto. Mi auguro che domenica (in occasione del Memorial che si svolgerà allo stadio Piola – ndr) possa essere una giornata in sua memoria e che venga ricordato con le giuste attenzioni, soprattutto quelle che Vittorio e la sua famiglia meritano».
A.B.

