Gianna Volpato
CRONACA | Il gruppo “NOI per VOI” replica al Comune sulla chiusura della struttura
SAN GERMANO VERCELLESE – Si riaccende lo scontro politico sulla Casa di riposo “Pietro Perazzo” di San Germano Vercellese. Dopo il comunicato dell’Amministrazione comunale, la minoranza consiliare “NOI per VOI”, attraverso la capogruppo Gianna Volpato, replica punto per punto e conferma la richiesta di dimissioni del sindaco presentata l’11 agosto.
Al centro della presa di posizione ci sono la chiusura della struttura prevista per il 31 agosto, la ricollocazione degli anziani, la situazione dei lavoratori, il debito della vecchia Fondazione, quantificato dalla minoranza in circa 700mila euro, e soprattutto gli interrogativi sulla nuova Fondazione Pietro Perazzo costituita dal Comune.
La minoranza parte proprio dalle affermazioni contenute nel comunicato dell’Amministrazione. «La nuova Fondazione» – sottolinea Volpato – «non rappresenterebbe la prosecuzione della precedente, non subentrerebbe automaticamente nella struttura e non assumerebbe debiti, passività, mutui, contratti, rapporti di lavoro e gestionali della vecchia realtà». Da qui la domanda posta con forza: «Che cosa rimane realmente da salvaguardare e quale continuità assistenziale viene realmente garantita?»
«LA CHIUSURA NON È UN SEMPLICE CAMBIO DI GESTIONE»
La minoranza richiama quindi la comunicazione del Commissario straordinario dell’11 agosto: «La struttura rimarrà operativa fino al 31 agosto 2026, dopodiché cesserà l’attività a causa di criticità gestionali e organizzative ritenute non più sostenibili».
Secondo “NOI per VOI”, la ricollocazione degli ospiti non può essere presentata come un risultato della nuova Fondazione o dell’azione politica dell’Amministrazione, perché il percorso è stato affrontato dalla struttura, dall’Asl, dai servizi competenti e dalle famiglie in tempi estremamente ristretti.
La minoranza richiama inoltre il costo umano della chiusura: anziani costretti a cambiare ambiente di vita, famiglie chiamate a prendere decisioni difficili e lavoratori – dagli infermieri agli Oss, fino al personale della mensa, della segreteria e al direttore sanitario – alle prese con l’incertezza sul proprio futuro professionale.
Ed è proprio sul piano della responsabilità morale che il documento assume i toni più duri: «Quello che è accaduto non può essere considerato soltanto la conclusione di una gestione o di una vicenda patrimoniale ma è una ferita per le persone: per gli anziani che ne sono le prime vittime, per le loro famiglie e per tutti coloro che hanno lavorato nella struttura e che oggi ne subiscono le conseguenze, e per la memoria dei benefattori che hanno fondato la nostra Casa di Riposo; ed è proprio per questo che riteniamo ancor più necessario che chi ha avuto un ruolo di responsabilità nel percorso che ha portato a questo triste epilogo abbia il dovere morale, prima ancora che politico, di assumersene fino in fondo la responsabilità dimettendosi da sindaco.»
NUOVA FONDAZIONE, LA MINORANZA CHIEDE: «CHE ATTIVITÀ SVOLGERÀ?»
Altro punto centrale è il futuro della nuova Fondazione Pietro Perazzo. Per la minoranza non vi sarebbe automatica continuità con la precedente realtà né per quanto riguarda la struttura, né per i rapporti gestionali e i posti convenzionati. Il rischio paventato è che il nuovo soggetto possa rimanere privo della concreta attività assistenziale che per decenni ha caratterizzato la Pietro Perazzo.
La domanda posta al Comune è quindi esplicita: «Quale sarà concretamente l’attività della nuova fondazione?»
IL NODO DEI 700MILA EURO DI DEBITI
La minoranza sostiene che, sulla base di una certificazione regionale in proprio possesso, la situazione debitoria della Fondazione ammonterebbe a circa 700mila euro. Chiede quindi di conoscere il destino delle passività, dei beni eventualmente alienabili, dei terreni, del patrimonio immobiliare e le garanzie previste per i creditori.
Nel documento viene inoltre citata l’ipotesi di conferire all’avvocato Broglia un incarico finalizzato alla vendita di terreni per contribuire al ripianamento delle passività. Se questa strada fosse confermata, la minoranza chiede che incarichi, atti, valutazioni patrimoniali e destinazione delle somme vengano resi pubblici.
Un altro interrogativo riguarda i tempi. La nuova Fondazione è stata costituita il 4 agosto 2026, dopo l’avvio del percorso deliberato dal Consiglio comunale a fine luglio. La minoranza riferisce inoltre di aver appreso di possibili interlocuzioni precedenti con un concittadino titolare di una cooperativa attiva nel settore assistenziale e chiede di sapere quando siano cominciati i contatti, con chi, con quale mandato e sulla base di quali atti.
«LA RESPONSABILITÀ POLITICA RESTA»
La replica entra infine direttamente nella questione delle dimissioni del sindaco.
La minoranza riconosce che le responsabilità gestionali debbano essere attribuite ai soggetti competenti, ma distingue queste ultime dalla responsabilità politica. Ricorda inoltre che il sindaco ha ricoperto per circa nove anni la presidenza della Fondazione e che già nel 2021 erano emerse criticità gestionali e una situazione debitoria superiore ai 500mila euro, sfociata poi nel commissariamento.
«Nessuno sostiene che le dimissioni del Sindaco possano, da sole, riaprire la Casa di Riposo. Chiediamo le dimissioni perché chi ha coperto per anni un ruolo di vertice nella Fondazione e oggi governa il nostro Comune deve assumersi davanti ai propri cittadini la responsabilità politica di spiegare come si sia arrivati alla chiusura, perché si era formato un dissesto, quale sarà il destino del patrimonio e perché si sia costituita una nuova Fondazione proprio mentre la precedente viene estinta. Ha una responsabilità politica e morale verso la cittadinanza.»
La conclusione del gruppo “NOI per VOI” è altrettanto netta. La Casa di Riposo chiuderà, gli ospiti sono stati ricollocati, i lavoratori affrontano un futuro incerto, le famiglie devono gestire una situazione dolorosa e la vecchia Fondazione è avviata all’estinzione mentre ne è nata una nuova.
Secondo la minoranza, il rischio è che quest’ultima rimanga soltanto una «scatola giuridica» priva della vecchia struttura, dei rapporti gestionali e dei posti convenzionati.
La richiesta di dimissioni resta quindi confermata: «La comunità non chiede vendetta, chiede verità, trasparenza e responsabilità.»
E il documento si chiude con una domanda: «Che cosa resterà davvero della casa di riposo “Perazzo” quando il 31 agosto le sue porte saranno chiuse?»
A.B.

